“Chi questa frotta turbolenta? ah le arti...: terza classe, in fondo...Vogliono il vagon-restaurant?...Tutto occupato dall’industria e dal Commercio... — l’esercito?..., in prima classe «fumatori». — la Stampa? visto... si accomodi dove vuole... Qui l’istruzione...: c’è posto qui per l’istruzione?... No; e qui?... No; vada con l’esercito... Non c’è posto;... con la Stampa, con la giustizia, con la Chiesa...non c’è posto... Si metta con le arti... alla meglio... — la Scienza?... Terza classe anche lei... — Tu?... il genio...anche tu, piccino?... Non so dove metterti:... vai, arrampicati nella garritta di un guardiatreno... - lei?... il lavoro... Non c’è posto... e loro dove corrono?... non vedono che questa la vettura di S.a. il Capitale?... Chi sono?... Socialismo e anarchia...; indietro, indietro... bestiame [...] e i conduttori?!... Tutti a posto, i conduttori del treno?... Vediamo: Crapula, libidine, Senilità, rammollimento... — lesbo e Saffo dove sono?... ah nello scompartimento «signore sole»... Sta bene; e gli altri? lascivia, erotismo, degenerazione, benissimo... — Sadismo, voi al bagagliaio; e voi lenocidio, alla coda, ecco i fanali!...
Signori si parte!... — e l’orchestra?...— ah!... diamine!... dimenticavo...
Vediamo: è in vettura l’orchestra?...
Giovinezza, Forza, Virilità, Salute... — e l’Amore?... dov’ l’Amore?...
Ha preso un calcio dal Denaro e se n’ andato!...
Ma c’è qui qualcuno che lo vuole sostituire...
Benissimo...avanti!... Lei chi è?
L’impotenza! — E che vuol fare?..., Eh?... Come?... Non parli sottovoce... — dice che si accontenterebbe di guardare...
Ma che succede laggiù? ... Non vedete tutta quella gente che tenta di aggrapparsi? ... Chi è?... — Sarà la miseria... mormora il Capitale, sbadigliando e stendendosi sui cuscini.
O la Plebe, osserva l’Aristocrazia, alzando le spalle.
È il gregge, assicura la Chiesa.
È il proletariato! tuona il Socialismo agitando il fazzoletto!
È il popolo Sovrano, urla l’anarchia.
Si, ma qui non c’è posto! [...]”
Note:
La locomotiva è una canzone di Francesco Guccini compresa nell'album Radici del 1972. La canzone si riferisce a un fatto realmente accaduto. Protagonista della vicenda il macchinista anarchico Pietro Rigosi, 28 anni, sposato e padre di due bambine di tre anni e dieci mesi. Poco prima delle 5 pomeridiane del 20 luglio 1893 Rigosi si impadronì di una locomotiva sganciata da un treno merci nei pressi della stazione di Poggio Renatico e si diresse a notevole velocità verso la stazione di Bologna. Il personale tecnico della stazione deviò la corsa della locomotiva su un binario morto, dove si schiantò contro sei carri merci in sosta.
La locomotiva è una canzone di Francesco Guccini compresa nell'album Radici del 1972. La canzone si riferisce a un fatto realmente accaduto. Protagonista della vicenda il macchinista anarchico Pietro Rigosi, 28 anni, sposato e padre di due bambine di tre anni e dieci mesi. Poco prima delle 5 pomeridiane del 20 luglio 1893 Rigosi si impadronì di una locomotiva sganciata da un treno merci nei pressi della stazione di Poggio Renatico e si diresse a notevole velocità verso la stazione di Bologna. Il personale tecnico della stazione deviò la corsa della locomotiva su un binario morto, dove si schiantò contro sei carri merci in sosta.
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