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giovedì 20 settembre 2012

Gesualdo Bufalino, da "Argo il cieco"

Ricordo che Iaccarino mi disse una volta: "Un giorno uno di noi due verrà a sapere della morte dell’altro. Allora questo minuto che stiamo vivendo insieme, e che insieme ricorderemo entrambi finché vivremo, risulterà dimezzato, biffato al cinquanta per cento. Più tardi l’onda nera finirà di coprire quel ch’è rimasto. E nessuno saprà più che davanti all’edicola Turco-Colosi, il 13 luglio del cinquantuno, alle ore tredici e trenta, abbiamo acceso due Serraglio con lo stesso cerino…"
La prendeva da così lontano per scroccarmi una sigaretta, ma io rimasi turbato lo stesso, imparai la prima volta a distinguere le memorie plurali da quelle d’un solo, e come moriamo ogni giorno nella morte di chi ci ricorda, e come uccidiamo ogni giorno gli altri dimenticandoli.