Di solito ci si aspetta, da noi che dubitiamo disperatamente dell'efficacia della resistenza nonviolenta, che se proprio ci decidessimo per la violenza, la dovremmo utilizzare "naturalmente" solo contro oggetti inanimati e mai invece contro i nostri simili. Si tratta di un'autolimitazione che però non è mai stata presa in considerazione come principio proprio dai " nostri" normali antenati e contemporanei, i quali appoggiano, finanziano e impiegano eserciti permanenti; un'autolimitazione che essi avrebbero respinto e respingerebbero beffardamente come un'accusa di "pacifismo". Il nostro (terribilmente inevitabile) minacciare gli uomini, non contraddice affatto i principi dei nostri nemici ( non si attira mai l'attenzione dei contemporanei su questo dato di fatto in maniera sufficientemente solerte e presente). Al contrario sono loro , che ritengono necessario dover produrre armi, ad essere fondamentalmente pronti alla violenza. Essi non hanno nulla contro la violenza in quanto tale. Piuttosto hanno qualcosa contro qualsiasi intralcio al loro monopolio della violenza, contro qualsiasi contro-violenza ( impiegata contro la loro violenza ).
Naturalmente non si potrà in alcun modo dimostrare la legalità di questo monopolio, poichè ogni potere che pretende il monopolio dell'esercizio della violenza e che a quello si richiama , in fin dei conti "possiede" il suo potere, perchè con l'aiuto della violenza si trova in qualsiasi momento nella posizione di poter conferire vigore alla sua pretesa di monopolio della violenza , cosa che il potere vorrebbe spacciare, punto estremo del circolo vizioso, come "dimostrazione" e "legittimazione ". In questo circolo o imbroglio cadono persino gli stessi imbroglioni, credendo, cosa che naturalmente infonde loro fiducia in se stessi, alla propria menzogna. Detto in breve: violenza legittima violenza. Sembra legittimarla. Ma chi come noi è troppo orgoglioso per riconoscere la validità di un simile circolo vizioso, finisce col passare per "rivoluzionario". Non poteva andarci peggio di così!

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