martedì 4 settembre 2012

Contro chi o contro che cosa ?

Di solito ci si aspetta, da noi che dubitiamo disperatamente dell'efficacia della resistenza nonviolenta, che se proprio ci decidessimo  per la violenza, la dovremmo utilizzare "naturalmente" solo contro oggetti inanimati e mai invece contro i nostri simili. Si tratta di un'autolimitazione che però  non è mai stata presa in considerazione come principio proprio  dai " nostri" normali antenati  e contemporanei, i quali appoggiano, finanziano e impiegano eserciti permanenti; un'autolimitazione che essi avrebbero respinto e respingerebbero beffardamente come un'accusa di "pacifismo". Il nostro (terribilmente inevitabile) minacciare gli uomini, non contraddice affatto  i principi dei nostri nemici ( non si attira mai l'attenzione  dei contemporanei  su questo dato di fatto  in maniera sufficientemente  solerte e presente). Al contrario sono loro , che ritengono necessario dover produrre armi, ad essere fondamentalmente pronti alla violenza. Essi non hanno nulla contro la violenza  in quanto tale. Piuttosto hanno qualcosa contro qualsiasi intralcio  al loro monopolio della violenza,  contro qualsiasi contro-violenza ( impiegata contro la loro violenza ).
Naturalmente  non si potrà in alcun modo dimostrare la legalità  di questo monopolio, poichè ogni potere che pretende  il monopolio  dell'esercizio della violenza  e che a quello si richiama , in fin dei conti "possiede" il suo potere, perchè con l'aiuto della violenza  si trova in qualsiasi momento  nella posizione di poter conferire vigore alla sua pretesa  di monopolio  della violenza , cosa che il potere  vorrebbe spacciare, punto estremo del circolo vizioso, come "dimostrazione" e "legittimazione ". In questo circolo o imbroglio cadono persino gli stessi  imbroglioni, credendo, cosa che naturalmente infonde loro fiducia in se stessi, alla propria menzogna. Detto in breve: violenza legittima violenza. Sembra legittimarla. Ma chi come noi è troppo orgoglioso  per riconoscere la validità di un simile circolo vizioso, finisce col passare per "rivoluzionario". Non poteva andarci peggio di così!

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