Perchè uno scrive è una domanda a cui posso rispondere facilmente, visto che l’ho posta tanto spesso a me stessa.
Credo che uno scriva perchè deve creare un mondo in cui poter vivere.
Quando si crea un mondo tollerabile per noi stessi si crea un mondo tollerabile per gli altri.
Scriviamo anche per esaltare la consapevolezza della vita, scriviamo per allettare e incantare e consolare gli altri, scriviamo per fare serenate ai nostri amanti.
Scriviamo per gustarci due volte la vita, nell’attimo e nella retrospezione, scriviamo come Proust per rendere tutto eterno e per persuaderci che è eterno.
Scriviamo per riuscire a trascendere la nostra vita, per spingerci al di là di essa.
Scriviamo per ampliare il nostro mondo, quando ci sentiamo strangolati, costretti, soli.
Scriviamo come gli uccelli cantano.
Come i primitivi danzano i loro rituali.
Se non si respira attraverso la scrittura, o se non si canta nella scrittura, allora è meglio non scrivere.
Perchè la nostra cultura non sa che farsene di tutto questo.
"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906
sabato 30 marzo 2013
Anais Nin
Perchè uno scrive è una domanda a cui posso rispondere facilmente, visto che l’ho posta tanto spesso a me stessa.
Credo che uno scriva perchè deve creare un mondo in cui poter vivere.
Quando si crea un mondo tollerabile per noi stessi si crea un mondo tollerabile per gli altri.
Scriviamo anche per esaltare la consapevolezza della vita, scriviamo per allettare e incantare e consolare gli altri, scriviamo per fare serenate ai nostri amanti.
Scriviamo per gustarci due volte la vita, nell’attimo e nella retrospezione, scriviamo come Proust per rendere tutto eterno e per persuaderci che è eterno.
Scriviamo per riuscire a trascendere la nostra vita, per spingerci al di là di essa.
Scriviamo per ampliare il nostro mondo, quando ci sentiamo strangolati, costretti, soli.
Scriviamo come gli uccelli cantano.
Come i primitivi danzano i loro rituali.
Se non si respira attraverso la scrittura, o se non si canta nella scrittura, allora è meglio non scrivere.
Perchè la nostra cultura non sa che farsene di tutto questo.
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