mercoledì 27 febbraio 2013

Idea Dominante

Ribellione, Scultura di Matteo Pugliese 



Ora, oggi, benché la Società intorno a noi sia dominata dal Culto delle Cose, e durerà segnata così per tutto il tempo, non c'è nessuna ragione per cui non dovrebbe esistere un'anima individuale. Poiché apparentemente l'unica cosa davvero di valore per il mio vicino, per tutti i miei vicini, è correre dietro ai dollari, non c'è nessuna ragione per cui io dovrei correre dietro ai dollari. Poiché i miei vicini immaginano che hanno bisogno di un eccessivo mucchio di tappeti, mobili, orologi, porcellane, bicchieri, arazzi, specchi, stoffe, gioielli e domestici che si prendano cura di loro, e detective per tenere d'occhio i domestici, giudici per processare i ladri, e politici per nominare i giudici, prigioni per punire gli imputati, e guardiani per sorvegliare nelle prigioni, e esattori delle tasse per raccogliere il mantenimento dei guardiani, e compensi per gli esattori delle tasse, e solide case per contenere le proprietà, cosicché nessuno eccetto i guardiani di ciò può derubarli  – e quindi per mantenere questo gran numero di parassiti, hanno bisogno di altri uomini che lavorino per essi, e creano le tasse; poiché i miei vicini vogliono tutto questo, è quella la ragione per cui dovrei dedicarmi a tale aberrante follia? E dovrei piegare il mio collo per servire a mantenere lo sgargiante spettacolo? Dobbiamo, poiché il Medioevo era oscuro, cieco, e brutale, buttar via l'unica cosa buona che è impastata nella fibra dell'Uomo, che il lato interiore di una creatura umana valga di più del lato esteriore? Che il concepire una cosa più elevata di se stessi e vivere seguendo quella direzione è il solo modo di vivere degnamente? Il traguardo per il quale lottare dovrebbe, e deve, essere qualcosa di molto differente da quello che induceva i fanatici medievali a disprezzare il corpo e a tormentarlo con continue crocifissioni. Ma si può riconoscere le richieste e l'importanza del corpo senza perciò sacrificare verità, onore, semplicità e fede, ai volgari ornamenti dell'abbigliamento, di cui molte decorazioni sviliscono ciò che si poteva pensare esaltassero.
Ho detto in precedenza che la dottrina, che gli uomini sono niente e le condizioni economiche tutto, è stata ed è la rovina dei nostri moderni movimenti di riforme sociali. I nostri giovani, animati dallo spirito degli antichi maestri che credevano nella supremazia delle idee, anche nel grande momento di buttar via ciò che insegnano, guardano con occhi fiammeggianti agli stati sociali dell'Est, e reputano che i miracoli della rivoluzione stiano per essere realizzati. Nel loro entusiasmo anticipano il vangelo delle Condizioni economiche per significare che molto presto la pressione dello sviluppo materiale deve abbattere il sistema sociale – essi danno la cosa corrotta al punto da durare solo pochi anni, e allora essi stessi saranno testimoni della trasformazione, parteciperanno delle sue gioie. I pochi anni svaniscono e niente accade; l'entusiasmo si raffredda. Guardate questi stessi idealisti allora, uomini d'affari di successo, professionisti, possessori di proprietà, leader finanziari, insinuatisi nei ceti sociali che una volta disprezzavano, stare miserabilmente, spregevolmente dietro a qualche personaggio senza denaro cui avevano prestato dei soldi, o fatto qualche servigio professionale  gratis; guardateli mentire, truffare, adulare, comprare e vendere se stessi per qualsiasi cianfrusaglia, qualsiasi piccola pretesa a buon mercato. L'Idea Sociale Dominante si è impadronita di loro, le loro vite in essa sono inghiottite; e quando chiedete per quale ragione, vi dicono che le Condizioni economiche li hanno costretti a fare così. Se gli citate le loro menzogne, sorridono con tranquilla compiacenza di sé, ti assicurano che quando le Condizioni economiche pretendono menzogne, le menzogne sono molto di più rispetto la verità, che gli espedienti sono qualche volta più efficaci che la condotta onesta, che l'adulazione e l'inganno non importano se lo scopo da ottenere è allettante, e che nelle attuali "Condizioni economiche" la vita non è possibile senza tutto questo; che si è sul punto di rendere possibile che in qualsiasi momento le Condizioni economiche facciano più facile dire la verità che mentire, ma fino a quel momento un uomo deve fare attenzione a se stesso, sicuro! E così il cancro va avanti a corrompere la fibra morale, e l'uomo diventa un grumo, una cosa schiacciata, un pezzo di melma scivolosa che assume tutte le forme e perde tutte le forme, secondo quale buco o angolo particolare desidera scivolare dentro – una disgustosa incarnazione della bancarotta morale generata dal Culto delle Cose.
Fosse stato dominato da una concezione della vita meno materiale, non fosse stata corrotta la sua volontà dal ragionamento intellettuale su ciò che è fuori della sua esistenza, dalla sua accettazione della sua propria inesistenza, le aspirazioni altruiste dei suoi anni giovanili si sarebbero sviluppate e sarebbero state rafforzate dall'esercizio e dall'abitudine; e la sua protesta contro l'epoca poteva essere scritta durevolmente, e per qualche scopo.
Si dirà che i Padri Pellegrini non scavarono, dal ghiaccio e dal granito del New England, l'idea che li radunò insieme dai loro sparsi e oscuri villaggi inglesi, e li guidò sulle loro fragili navi attraverso l'Atlantico in pieno inverno, per abbreviare il loro cammino contro tutte le forze che si opponevano? Non erano uomini comuni, oggetto dell'azione della legge comune? Si dirà che le Condizioni economiche li aiutarono? Quando morte,  malattia, fame e freddo ebbero fatto il loro peggio, non uno di quelli che rimasero fu disposto con una facile bugia a ritornare alle comodità materiali e alla possibilità di una lunga vita.
Avessero i nostri moderni rivoluzionari la vigorosa e imperterrita concezione delle loro proprie capacità che questi ebbero, i nostri movimenti sociali non sarebbero aborti così pietosi – marci fino all'osso ancora prima che una macchiolina esterna appaia.
"Date a un leader sindacale un incarico politico, e il sistema comincerà ad andare benissimo", ridono i nostri nemici; e indicano beffardamente Terence Powderly  acido verso i suoi, e citano John Burns, che non appena andò in Parlamento dichiarò: "Il tempo dell'agitatore è finito, il tempo del legislatore è venuto". "Sposi un anarchico un'ereditiera, e il Paese è al sicuro", deridono – e hanno il diritto di deridere. Ma avrebbero quel diritto, potrebbero averlo, se le nostre vite non fossero dominate in prima istanza da desideri più insistenti di quelli che volentieri vorremmo avere, che gli altri credono che noi riteniamo molto cari?
È la vecchia storia: "Mira alle stelle, e puoi raggiungere la cima del pilastro, ma mira al suolo e raggiungerai il suolo".
Non è da supporre che chiunque conseguirà la piena realizzazione di ciò che si prefigge, anche quando quei propositi non coinvolgono un'azione congiunta con altri, sarà inferiore, in  qualche misura sarà vinto da un'opposizione concorrente o inerte.
Ma qualcosa otterrà, se continua a puntare in alto.
Cosa, allora, avrei? Voi chiedete. Avrei uomini che investono se stessi con la dignità di uno scopo più alto della caccia alla ricchezza, che scelgono una cosa da fare nella vita al di fuori della produzione di cose, e se ne ricordano – non per un giorno, non per un anno, ma per tutta la vita. E allora tengono fede a se stessi!
Non l'essere una prostituta, oggi professando questo e domani quello, e senza difficoltà dichiarandosi estraneo ad entrambe le cose ogniqualvolta diventa conveniente, non difendendo una cosa oggi e domani baciando le mani dei suoi nemici, con quel pianto debole e codardo in bocca, "Le Condizioni economiche mi rendono così". Esaminatevi attentamente, e se amate i beni e il potere e la ricchezza più della vostra propria dignità, umana dignità, oh, ditelo, ditelo! Ditelo a voi stessi e attenetevi. Ma non soffiate caldo e freddo in un solo respiro. Non tentate di essere un riformatore sociale e un rispettato possidente al tempo stesso. Non predicate la retta e stretta via mentre state andando gioiosamente per quella ampia. Predicate quella ampia, o non predicate affatto; ma non ingannate voi stessi dicendo che vi piacerebbe aiutare l'usciere in una società libera, ma che non potete sacrificare una poltrona per questo. Dite onestamente, "Io amo le poltrone più degli uomini liberi, e le inseguo perché faccio una scelta; non perché le condizioni economiche mi rendono così. Amo i cappelli, grandi, grandi cappelli, con molte piume e grandi fiocchi; e vorrei avere questi cappelli piuttosto che tormentarmi con sogni sociali che mai saranno realizzati nella mia vita. Il mondo adora i cappelli, e io voglio adorarli con loro".
Ma se scegliete la libertà e l'orgoglio e la forza della singola anima, e la libera fraternizzazione degli uomini, come lo scopo che la vostra vita deve manifestare, allora non vendetelo per del ciarpame. Credete che la vostra anima è forte e manterrà la sua strada; e lentamente, attraverso un'aspra lotta magari la forza crescerà. E quanto sopra è stato detto dei beni, per cui altri barattano l'ultima possibilità di libertà, diventerà facile. 
Alla fine della vita potrete chiudere gli occhi dicendo: "Io non sono stato dominato dall'Idea Dominante della mia Epoca; ho scelto la mia propria fedeltà e l'ho servita. Ho dimostrato con una vita che c'è in un uomo ciò che lo salva dalla tirannia assoluta delle Condizioni economiche, che infine conquista e rimodella le Condizioni economiche, il fuoco immortale della Volontà Individuale, che è la salvezza del Futuro".
Abbiamo Uomini, Uomini che vogliano dire una parola alle loro anime e mantenerla – mantenerla non quando è facile, ma mantenerla quando è difficile – mantenerla quando la tempesta mugghia e c'è un cielo venato di bianco e prima un tuono azzurro, e gli occhi sono accecati e le orecchie assordate dalla guerra di cose contrarie; e mantenerla sotto il cielo a lungo plumbeo e la grigia depressione che mai si dirada. Resistete fino all'ultimo: è ciò che significa avere un'Idea Dominante, che le Condizioni economiche non possono spezzare. E tali uomini create e annientate le Condizioni economiche.

 
Da “Idea Dominante”
Voltairine de Cleyre

Nessun commento: