giovedì 11 ottobre 2012

Ti ricordi Nina


Ti ricordi Nina
il vecchio girotondo
nella campagna chiara
di mezza primavera
per far crescere il grano
pregavi un dio lontano
un dio che non si paga:
e ti chiamaron maga.

Ti ricordi Nina
quando arrivò l'estate
il tuo parlar col cielo
con l'erba e con il melo
il tuo fuggir nei campi
quando la notte canta:
e ti chiamaron santa.

Ti ricordi Nina
la luce dell'inverno
e le case erano tane
per spartirsi la fame
tu stavi in mezzo al gelo
e bestemmiavi il cielo
con gli occhi di chi prega:
e ti chiamaron strega.

Ti ricordi Nina
il medico in paese
venuto da lontano
col suo camice bianco
ed un sorriso stanco
inutile e tagliente
come la vecchia latta:
e ti chiamaron matta.

E ti chiamaron matta
e ti chiamaron matta

Nessun commento: