lunedì 1 ottobre 2012

La Federazione del Dolore


Un giorno mi portarono alla guerra. Io sognavo, allo­ra, ero ancora bambino.
La prima raffica di mitraglia mi schiaffeggiò crudel­mente i nervi; aprii gli occhi, vidi sangue, poi più nulla.
Ricordo una fiammata gigante, un tonare continuo.... morti, morti.... e fetore, fetore di cadavere....

Io non capisco come mai di quella puzza me ne sia ri­masta un tanfata in gola. Mi pare d’essere in un immenso­ cimitero.... croci, bare e puzzo. La società puzza di cadavere.

Le orecchie mi dolgono orrendamente. È il cannone che ha fatto questo. La belva tonante ha impresso profonde unghiate nel mio povero cervello.
Sento sempre un urlo lontano lontano, come il singhiozzo­ di un gigante disperato. Ma chi è che piange nel mondo?

La guerra ha ridestato in me l’animale. Le mascelle sono convulsivamente contratte, gli occhi sbarrati e le mani vogliono stringere, stringere....
Mi son sorpreso mentre guardavo qualcuno con una voglia strana di sbranarlo. Perchè ho voglia di mordere e di sbranare?
Non ci sono più tedeschi, ora; chi devo uccidere dun­que?


Sarò pazzo forse. Ma la mia pazzia è più terribile del­la ragionevolezza. Vedo più lontano, sento più vivamen­te la vita.
Non so che cosa sia, ma il certo si è che soffro enor­memente, molto più di prima.
Prima? Pensare che prima ero un bambino!

Ma perchè questo? Che ho fatto? Vedo crescere tranquille le margherite, le rondini vanno e vengono per le vie del cielo. Lasciatemi vivere dunque! Anch’io sono una margherita e una rondine.... piace anche a me la ru­giada e l’azzurro libero.
E invece.... Ammanettato, infangato, affamato.
Senza amore, senza libertà.

E sia, poichè lo volete. In lupo mi trasformaste e lupo rimarrò. Ma finora m’artigliai il petto, domani altro sangue­ voglio. Non domandate pietà poi. Nel mio cervello avete scritto: Strage. E strage sia.
Forse l’umanità è sporca. Ha bisogno di lavarsi, e per questo bagno ci vuole sangue.
Chissà dopo il lavacro e la distruzione.... Chissà se fa­remo come le margherite e le rondini.... Come sarebbe bello!

Per questo anime in pena del mondo, io vi chiamo a raccolta.
Il vessillo è già al vento.
È  nero:  lutto  vuol  dire.  Avanti  dunque,  forsennati Prometei. L’urlo della vendetta è una musica dolce e cara.
Oggi bisogna uccidere, uccidere.... domani saremo. margheritine....
Avanti, Federazione del Dolore!

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