Coscritto, ascolta! Ubbidire. Ciecamente ubbidire. Questa è
la condanna che ti aspetta. Tacere. Pazientemente tacere. Ecco a cosa ti si
condanna. Domani ti si ordinerà di marciare, correre, sparare, e quando non
comprenderai, non resisterai, non mirerai dritto e bene, saranno rimproveri, ingiurie,
punizioni e percosse. Quando invece, carico come un somaro, sarai buono, attivo,
forte e darai prova di saper uccidere, ti elogeranno, ti si prometteranno biglietti
di licenza e promozioni. Domani ti si introneranno le orecchie dicendoti che la
patria ha bisogno di te e vuole sacrifici, che bisogna reesistere alla fatica
con coraggio e abnegazione, sopportare fame, sete, stanchezza, sonno, intemperie.
Solo cosí dimostrerai di essere bravo e buon soldato e di servire il Re e la
Patria. Mentre i capi vivono in barba a chi lavora e sgobba da mattina a sera,
e altro pensiero non hanno se non quello della pappatoia, dell'uniforme, della
mesata, a te presenteranno invece le esigenze della «patria»: un Dio tremendo
e terribile, per disgrazia padrone dispotico del destino di tanti figli di famiglia,
rubati alla povertà, alla miseria, al dolore, per insegnargli ad uccidere,
devastare, saldando nelle giovani menti l'odio e il disprezzo fra i popoli. Medita
tutto quanto, e ascolta. Ricordati che la civiltà non avanza sulla bocca dei
cannoni o sulla punta delle baionette, ma l'umanità cammina per virtú del
lavoro, dell'amore, che affratella tutti i popoli, ora dannati a vivere sotto
il giogo dello sfruttamento borghese.
"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906

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