E' finito l'inverno
ma ancora il freddo sale
non ho più terra
la mia terra rimane a guardare
l'orizzonte è strano
se non hai meta
si allontana da te
l'uomo mangia l'uomo
succhia la preda
e dimentica
Jack il vagabondo, troppa fame arretrata, troppa fretta di crescere, troppo piccolo il mondo, troppa voglia di leggere, aspettando di scrivere mille parole al giorno. E scrivere diventò crescere, mangiare, viaggiare, tempo, vizio, arte, mestiere. Quarant'anni passati a svuotare il bicchiere senza seccare la sete. Quarant'anni a sbranare la fame, a provare a ricrescere per correggere il mondo dall'ingiustizia borghese. Jack il vagabondo, Jack tuo per la rivoluzione. Jack e il richiamo del lupo
Quanta bellezza
aggredita sciupata
eterna sete di potere
mai appagata
l'orizzonte scappa
se non hai meta
si allontana da te
l'uomo sbrana l'uomo
succhia la preda
e dimentica
Jack era la legge della carne che ringhiava parole. Mille
parole al giorno per poi crollare davanti a un bicchiere e tornare cane tra
quelli che preparano il fuoco. Jack vivo deriso come un cane, Jack morto usato
come un cane da bambini, da leggere vicino al fuoco per crescere umani. Jack stamattina
da voi vorrebbe sapere se ascoltandovi intorno sentite un richiamo, un segnale,
un respiro che umano trascende. Umani cresciuti con Zanna Bianca non
consolatevi: non è dai lupi che vi dovete guardare ma dai vostri simili. L'uomo
non mangia l’uomo ma del resto non lascia niente.
l'orizzonte è strano
se non hai meta
si allontana da te
l'uomo mangia l'uomo
succhia la preda
e dimentica
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