lunedì 3 settembre 2012

Il messaggio della capanna di Bapu

Stamattina, seduto in questa capanna dove Mahatma Gandhi  ha vissuto, ho cercato di assorbire lo spirito della sua concezione e di accoglierne il messaggio. Due cose della capanna  mi hanno fatto grande impressione . Una è il suo aspetto spirituale, l'altra la natura del suo carattere accogliente. Ho cercato di capire il punto di vista di Gandhi nel costruire  la capanna. Ho molto apprezzato  la sua semplicità, la sua bellezza e il suo ordine. La capanna proclama  il principio dell'amore e dell'uguaglianza  fra tutti. Poichè la casa che mi è stata  allestita  in Messico  è per molti versi simile a questa capanna , non mi è stato difficile comprendere  lo spirito. La capanna ha 7 tipi di spazi . All'ingresso , c'è il luogo dove si lasciano le scarpe e dove ci si prepara fisicamente e mentalmente ad entrare. Poi viene la stanza centrale, che è abbastasnza  grande da poter accogliere una famiglia numerosa. Stamattina alle 4 , quando mi sono recato per la preghiera , c'erano 4 persone sedute accanto a me  con al schiena contro il muro; e dall'altra parte  della stanza  avrebbero potuto starcene  altrettante, sedute una vicino all'altra. Questa è la stanza dove chiunque  può andare e ritrovarsi con gli altri.Il terzo spazio è quello dove Gandhi stesso sedeva e lavorava. Poi c i sono altre due stanze, una per gli ospiti, l'altra per i malati. C'è una veranda aperta e un comodo bagno. E t5utti questi spazi stanno fra loro in una relazione molto organica.
Un ricco che venisse a visitare questa capanna , potrebbe essere portato a fare dell'ironia. Ma dal punto di vista di un semplice indiano non vedo perché una casa dovrebbe essere più grande di così. Questa casa è fatta di legno e di fango. Nella sua costruzione non hanno lavorato le macchine, ma le mani dell'uomo. La chiamo capanna, ma è veramente una casa. Una casa non è semplicemente un edificio dove l'uomo tiene i suoi bagagli e i suoi mobili. Molti edifici sono chiamati casa, ma sono costruiti più in funzione dell'arredamento che per l'uomo stesso. Nella casa dove sono stato alloggiato  a Delhi  ci sono molti confort  e l'edificio  è costruito  in funzione di questi confort. E' fatto di cemento e mattoni  ed è come una scatola  in cui i mobili  e le altre apparecchiature  si collocano bene.  Dobbiamo capire  che tutto il mobilio  e gli oggetti che continuiamo a raccogliere  nel corso della nostra vita  non ci daranno mai forza interiore . Sono, per così dire, le stampelle di uno storpio. Più confort  possediamo, più diventiamo  dipendenti da essi e più la nostra vita si contrae. Il tipo di arredamento che trovo nella capanna di Gandhi  è di un ordine diverso e induce ben poco a diventarne dipendenti. Una casa attrezzata con ogni confort mostra la nostra debolezza. Più perdiamo la capacità di vivere, più diventiamo dipendenti dagli oggetti che possediamo. E' come la nostra dipendenza dagli ospedali per la salute e dalle scuole per l'educazione dei nostri figli. Disgraziatamente, ospedali e scuole non sono un indice della salute o dell'intelligenza  di una nazione. In effetti, il numero di ospedali misura il grado di malattia  e il numero di scuole l'ignoranza della gente. Analogamente, l'abbondanza di confort abitativi minimizza l'espressione  della creatività  nella vita umana .
Disgraziatamente, il paradosso  è che coloro  che dispongono  di più confort vengono considerati superiori. Non è una società immorale  quella che accorda uno status superiore  alla malattia  e tiene in maggior considerazione l'ignoranza ? Seduto nella capanna di Gandhi , mi ha rattristato pensare a questa perversità. Sono giunto alla conclusione  che  è sbagliato pensare  che la civiltà  industriale sia una via per lo sviluppo dell'uomo. E' un fatto dimostrato che per il nostro sviluppo economico  macchine produttive sempre più grandi e schiere  sempre più nutrite  di ingegneri , medici e professori sono semplicemente superflue.
Quelli  che desiderano una  casa più grande di questa capanna  dove Gandhi ha vissuto sono poveri nello spirito, nel corpo e nello stile di vita. Li compiango. Hanno consegnato se stessi e il loro sé vivente a una struttura inanimata. Così facendo, hanno perso l'elasticità dei loro corpi e la vitalità della loro esistenza . Hanno perso quasi ogni rapporto  con la natura  e ogni senso di vicinanza agli altri esseri umani.
Quando chiedo ai pianificatori contemporanei  perché non capiscono il semplice approccio  che Gandhi  ci ha insegnato,  mi rispondono che la via di Gandhi è molto difficile e che la gente non è in grado di seguirla. Ma la verità è che, siccome i principi  di Gandhi non tollerano la presenza di intermediari o di un sistema centralizzato, i pianificatori, i manager e i politici si sentono esclusi. Come mai un principio  di verità  e di non violenza  tanto semplice non viene capito? Forse la gente pensa di poter realizzare  i propri desideri  con la menzogna e la violenza ? No, non è così. L'uomo comune capisce benissimo. che i giusti mezzi portano al giusto fine. Sono solo coloro che hanno un qualche interesse costituito  che si rifiutano di capire. I ricchi non vogliono capire. Quando dico " ricchi" , intendo quelli che dispongono di comodità  che non possono essere condivise da tutti. Ci sono persone ricche nell'abitare, nel mangiare e nel viaggiare; e le loro modalità di consumo  le hanno rese cieche alla verità. E' per i ciechi che il messaggio  di Gandhi è difficile da capire e da assimilare. Essi sono quelli  per cui la semplicità non ha senso. Disgraziatamente le loro circostanze non gli consentono di vedere la verità. Le loro vite  sono diventate troppo complicate per permettere loro di uscire  dalla trappola in cui si trovano. Fortunatamente, la maggior parte delle persone  non dispone di tanta ricchezza da divenire immune alla verità della semplicità, e neppure versa in tale penuria  da essere incapace di capire. I ricchi, anche se vedono  la verità, si rifiutano di comportarsi di conseguenza. E ciò accade perché hanno perso il contatto con l'anima di questo paese.
Dovrebbe essere chiaro  che la dignità dell'uomo è possibile  solo in una società autosufficiente e che essa declina man  mano che l'industrializzazione cresce. Questa capanna  evoca i piaceri resi possibili dall'essere  in un rapporto di uguaglianza  con la società. Qui l'autosufficienza  è la nota dominante. Tutti gli oggetti inutili  che un uomo possiede  riducono  la sua capacità di assorbire felicità dall'ambiente circostante. Perciò Gandhi ha ripetuto più volte che la produttività va mantenuta  entro i limiti dei bisogni. Il modo di produzione  odierno  è tale che non conosce limiti e continua a crescere, senza freni. Finora abbiamo tollerato tutto questo, ma è venuto il momento di capire che con la crescente dipendenza  dalle macchine  l'uomo va verso la propria distruzione. Il mondo civilizzato, sia esso la Cina o l'America , ha cominciato a capire che, se vogliamo progredire, non è questa la via. Dobbiamo renderci conto, per il bene dell'individuo  come per quello della società, che è meglio che le persone  tengano per sé  solo quello che basta  ai loro bisogni immediati. Dobbiamo tradurre un metodo per tradurre questo indirizzo di pensiero  in un mutamento dei valori del mondo odierno. Un cambiamento del genere non può essere realizzato dall'azione di governi  o di istituzioni centralizzate. Bisogna creare un clima nell'opinione pubblica  atto a far capire alla gente  gli elementi fondamentali della società. Oggi l'uomo in auto si sente superiore all'uomo in bicicletta , benché la bicicletta sia il veicolo delle masse. Perciò la bicicletta dovrebbe avere importanza primaria  e la pianificazione delle strade  e dei trasporti  dovrebbe essere fatta in funzione  della bicicletta , mentre l'automobile dovrebbe occupare un posto secondario. Ma la situazione attuale è esattamente l'opposto : tutti i piani  sono in funzione dell'automobile  e mettono la bicicletta  al secondo posto. Le esigenze dell'uomo comune  sono trascurate a vantaggio di quelle delle classi superiori. Questa capanna di Gandhi mostra al mondo  come è possibile innalzare la dignità  dell'uomo comune. E' anche un simbolo  della felicità che possiamo trarre dalla pratica dei principi della semplicità, del servizio e della verità. Spero  che nella conferenza  che state per iniziare  sulle " Tecniche  per i poveri del Terzo Mondo" cercherete di tener presente questo messaggio.

"Discorso inaugurale al Sevagram Ashram Pratishtan, Sevagram, Wardha, gennaio 1978.

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