Ci sono sottilissime note
tra le cose e le loro morti,
come un violino che suona
mentre affonda in un’acqua interminabile.
Ci sono case in cui le finestre ardono sempre
e la notte non può abbandonarle.
C’è il tuo viso e la mia mano
e l’incerta passione di riunirli.
C’è un plancton solare
nei corpi amanti,
che il mare non ha conosciuto né comprende.
Ci sono musiche in me
che mai potrò darti.
C’è la desolazione e il viso che l’attende.
Ci sono uccelli che ardono sbandati
dal canto alla morte,
ci sono possessioni ultime,
polpe lunari, fiumi
che irrompono verticali nelle ore…
"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906

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