E' l'impossibilità di vivere con qualsiasi altro mezzo che costringe i nostri braccianti a zappare la terra di cui non mangeranno i frutti, e i nostri muratori a costruire edifici in cui non vivranno.
E' il bisogno che li sospinge verso quei mercati dove aspettano che un padrone faccia loro la cortesia di comprarli.
E' il bisogno che li costringe a mettersi in ginocchio dinanzi ad un ricco per avere da lui il permesso di arricchirlo.
Che vantaggio effettivo gli ha apportato l'abolizione della schiavitù?
E' libero , direte voi.
Ah, proprio questa è la sua disgrazia !
Lo schiavo era prezioso per il padrone, con tutto il denaro che gli era costato.
Ma l'operaio non costa nulla al ricco ozioso che gli dà lavoro.
Questi uomini , si dice, non hanno padrone - in realtà ne hanno uno, e il più terribile, il più imperioso dei padroni, il bisogno.
E' questo che li riduce nel più crudele stato di dipendenza.

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