(...)
L´ipotesi di Walter Benjamin, secondo la quale
il capitalismo è, in verità, una religione e la più feroce e implacabile che sia
mai esistita, perché non conosce redenzione né tregua, va presa alla lettera. La
Banca - coi suoi grigi funzionari ed esperti - ha preso il posto della Chiesa e
dei suoi preti e, governando il credito, manipola e gestisce la fede - la
scarsa, incerta fiducia - che il nostro tempo ha ancora in se stesso. E lo fa
nel modo più irresponsabile e privo di scrupoli, cercando di lucrare denaro
dalla fiducia e dalle speranze degli esseri umani, stabilendo il credito di cui
ciascuno può godere e il prezzo che deve pagare per esso (...). In questo modo,
governando il credito, governa non solo il mondo, ma anche il futuro degli
uomini, un futuro che la crisi fa sempre più corto e a scadenza. E se oggi la
politica non sembra più possibile, ciò è perché il potere finanziario ha di
fatto sequestrato tutta la fede e tutto il futuro, tutto il tempo e tutte le
attese.
Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating. E forse la prima cosa da fare è di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato. Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando di capire come è potuto avvenire sarà possibile, forse, ritrovare la propria libertà. L´archeologia - non la futurologia - è la sola via di accesso al presente.
Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating. E forse la prima cosa da fare è di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato. Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando di capire come è potuto avvenire sarà possibile, forse, ritrovare la propria libertà. L´archeologia - non la futurologia - è la sola via di accesso al presente.
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