lunedì 20 agosto 2012

Proudhon ( 1809-1865)

In verità, cittadino di Ginevra ( Rousseau) , voi dite cose giustissime.

Ma  prima di parlarmi  del sovrano e del principe, delle guardie e del giudice,  mi dite almeno  per che cosa

dovrei  partecipare al contratto ?

 Come ! Voi mi fate firmare un atto  in virtù del quale io posso  essere  perseguito  per mille contravvenzioni

dalla polizia urbana,  rurale,  fluviale,  forestale ecc. ; vedermi tradotto  davanti  ai tribunali,  giudicato,

condannato per danno, truffa,  razzia,  rapina,  bancarotta, devastazione, disobbedienza alle leggi dello Stato,

offesa  alla morale pubblica, vagabondaggio; e in quest'atto  non trovo una parola  né sui miei diritti, né sui

miei obblighi: vedo solo pene !

Ma ogni pena presuppone  un dovere , senza dubbio, e a ogni dovere  corrisponde un diritto.

Ebbene , dove sono , nel vostro contratto, i miei diritti e i miei doveri?

Che cosa ho promesso ai miei concittadini ?

Ed essi a me , cosa hanno promesso ?

Bisogna che lo diciate : altrimenti  il vostro sistema delle pene  è  un eccesso di potere; il vostro  Stato di

diritto, una flagrante  usurpazione ; la vostra polizia , le vostre sentenze,  e le vostre esecuzioni, altrettanti atti

abusivi.

Voi  che avete così ben negato  la proprietà, che avete messo sotto accusa  con magniloquenza  la


disuguaglianza delle condizioni  tra gli uomini,  quale condizione,  quale posto mi avete destinato nella vostra


repubblica per sentirvi in diritto  di giudicarmi, di mettermi in carcere, di togliermi la vita e l'onore ?

Perfido retore,  avete gridato tanto  contro gli sfruttatori  e i tiranni per consegnarmi ad esso indifeso.


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