In verità, cittadino di Ginevra ( Rousseau) , voi dite cose giustissime.
Ma prima di parlarmi del sovrano e del principe, delle guardie e del giudice, mi dite almeno per che cosa
dovrei partecipare al contratto ?
Come ! Voi mi fate firmare un atto in virtù del quale io posso essere perseguito per mille contravvenzioni
dalla polizia urbana, rurale, fluviale, forestale ecc. ; vedermi tradotto davanti ai tribunali, giudicato,
condannato per danno, truffa, razzia, rapina, bancarotta, devastazione, disobbedienza alle leggi dello Stato,
offesa alla morale pubblica, vagabondaggio; e in quest'atto non trovo una parola né sui miei diritti, né sui
miei obblighi: vedo solo pene !
Ma ogni pena presuppone un dovere , senza dubbio, e a ogni dovere corrisponde un diritto.
Ebbene , dove sono , nel vostro contratto, i miei diritti e i miei doveri?
Che cosa ho promesso ai miei concittadini ?
Ed essi a me , cosa hanno promesso ?
Bisogna che lo diciate : altrimenti il vostro sistema delle pene è un eccesso di potere; il vostro Stato di
diritto, una flagrante usurpazione ; la vostra polizia , le vostre sentenze, e le vostre esecuzioni, altrettanti atti
abusivi.
Voi che avete così ben negato la proprietà, che avete messo sotto accusa con magniloquenza la
disuguaglianza delle condizioni tra gli uomini, quale condizione, quale posto mi avete destinato nella vostra
repubblica per sentirvi in diritto di giudicarmi, di mettermi in carcere, di togliermi la vita e l'onore ?
Perfido retore, avete gridato tanto contro gli sfruttatori e i tiranni per consegnarmi ad esso indifeso.
"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906
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