lunedì 20 agosto 2012

Lunario di settembre

(Il processo di Nogaredo) 


L'Accusa:
Durante gli interrogatori è riuscito 
che le imputate 
in tempo di luna al primo quarto 
hanno rinunziato al sacramento 
del battesimo 
seducendosi l'una per l'altra 
a commettere tale mancamento 
permettendo per maggiore dannazione 
delle loro anime 
di essere ribattezzate 
con una nuova infusione d'acqua 
sopra il capo 
essendosi sottoposte a tal legame 
di obbedienza 
al Nemico del genere umano. 

Che in tempo di luna piena 
a ore comode, ai malfatti propizie 
erano portate in aria 
invisibilmente 
in maledetti congressi 
dove venivano compiute 
diversità e quantità di incantagioni, sortilegi 
giochi bestiali ed ereticali. 

Che i luna di ultimo quarto 
hanno esse confessato le violenze 
i venefici, i danni infiniti 
le infermità incurabili 
alle persone, agli animali. 

I luna nuova di settembre 
la distruzione dei raccolti 
nelle campagne 
mediante la sollevazione 
di venti e tempi 
impetuosi. 

Dialogo fra l'inquisitore e un'imputata:

Ma tu chi sei 
cos'hai perché non parli 
non argenti di stelle 
questo scialbo mattino 
non sei tu stessa 
a incasellarli 
gli astri lucenti 
nel grande albo del cielo 
o sei anche tu una figurina 
senza potere 
se non nelle notti 
di ferire i viandanti 
come spina. 

Ahi signore 
se potesse tutto il male 
che mi consuma 
mutare la spada tua 
in un giro di scale armoniche 
ascendenti 
o in una strada 
che via mi conducesse. 
Ma non vale niente che io faccia 
che resista o che cada 
tu non capisci 
è questo il grande lutto 
che oscura le mie vesti 
ma voglio dirti la verità 
dal lato brutto a cui non si rimedia 
tu non capisci 
è questo il grande mare 
io non ti amo 
è questa la tragedia. 

La sentenza:

Visto il processo 
coi testimoni esaminati 
dove manifestamente si comprova 
il corpo dei diversi delitti 
per essere stati commessi 
viste le dottissime difese 
per parte delle dette rappresentate 
viste finalmente 
le cose che devono vedersi 
e considerate 
quelle che devono essere considerate 
avuto il parere decisivo 
dei molti illustri e chiari signori 
commissari di questa giurisdizione 
affinché non abbiano a gloriarsi 
delle loro pessime opere 
ad esempio di altri 
in via definitiva 
sentenziamo e condanniamo. 

Il 14 aprile 1647, nel luogo designato 
davanti ai contadini obbligati ad assistere al supplizio 
vengono decapitate: 
Lucia Caveden, Domenica, Isabetta e Polonia Graziadei, 
Caterina Baroni, Ginevra Chemola e Valentina Andrei 
i corpi sono bruciati, i resti seppelliti alle Giarre in terra maledetta. 
I beni delle donne confiscati.

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