mercoledì 22 agosto 2012

Émile Zola, Germinale


– Eh già, – ammetteva Maheu, – certo che se si avesse più denaro si abiterebbe più al
largo!
Comunque, è ben vero che vivere pigiati come salacche (sardine sotto sale, n.d.r.) non
giova a nessuno. Si sa come va a finire: uomini bevuti (sempre ubriachi, n.d.r.) e ragazze gravide.
 Prendendo lo spunto di qui, ciascuno diceva la sua; e nel tanfo di petrolio che appestava la stanza, già ammorbata da quello di soffritto, la conversazione si protraeva.
 No, ben
certo, non era allegro vivere.
 Si faticava come bruti in un lavoro al quale un tempo condannavano i galeotti; vi si lasciava spesso la ghirba (la pelle, n.d.r.) prima della nostra ora; e tutto
questo per non rimediare neanche un po’ di lesso a cena.
Certo, come i polli il becchime,
lo stretto necessario per far tacere la fame si aveva; si mangiava, ma appena quel tanto che
permetteva di stare in vita e di seguitare a patire; o carichi di debiti, perseguitati dai creditori quasiché il pane si rubasse.
 Quando arrivava la domenica, si era così stracchi che si passava il tempo a dormire.
 I soli piaceri che restavano, quello di sborniarsi e d’ingravidare la
moglie.
 Per di più la birra ti fa metter pancia e la pancia ti fa mancar di rispetto dai figli.
 Ah
no; in quelle condizioni vivere non era punto (per nulla, n.d.r.) allegro.

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