lunedì 13 agosto 2012

Discorso sulla servitù volontaria

Quando Serse preparava il suo enorme esercito per conquistare  la Grecia , mandò degli ambasciatori  alle città greche per chiedere acqua e terra : era questo il modo con cui i Persiani intimavano la resa alle città nemiche .
Si guardò bene dal mandarli ad Atene e Sparta , dato che gli Ateniesi  e gli Spartani  avevano a suo tempo  gettato rispettivamente  nei fossati  e nei pozzi gli ambasciatori inviati  per lo stesso motivo da Dario , suo padre , dicendo loro di prendere laggiù l'acqua  e la terra  da portare  al loro principe : infatti non potevano sopportare  che si attentasse  neanche  solo a parole  alla loro libertà.
E tuttavia, per aver agito così, gli Spartani  riconobbero di aver offeso gli dei, e soprattutto Taltibio, dio degli araldi. decisero allora, per calmarli, d'inviare a Serse  due cittadini, affinché , disponendone a suo piacimento, potesse vendicarsi sulle loro persone  dell'assassinio  degli ambasciatori di suo padre.
Due Spartani, di nome Sperto e Buli , si offrirono  come vittime volontarie . Partirono e cammin facendo  arrivarono  al palazzo d'un Persiano chiamato Idarno, luogotenente del Re  per tutte le città della costa asiatica. Costui li accolse con tutti gli onori, e dopo aver parlato d'altro chiese perché rifiutassero  tanto orgogliosamente l'amicizia del Re.
E aggiunse : " O Spartani, prende e il mio caso ad esempio, e vedete come il Re sa ricompensare coloro che lo meritano, e pensate che se voi  foste dei suoi sareste trattati altrettanto bene.
Se voi foste al suo servizio ed egli vi conoscesse, farebbe di voi  il governatore di una città greca.
" Quanto a questo, o Idarno- risposero gli Spartani - tu non sei in grado di darci un consiglio  valido. Infatti tu hai provato il bene  che ci prometti , ma quello che noi godiamo  non sai cosa sia; tu hai fatto esperienza  dei favori del Re, ma della libertà  non sai nulla , non ne conosci  il gusto e la dolcezza.
 Orbene, se tu l'avessi assaporata , tu stesso ci consiglieresti  di difenderla, non già con la lancia e lo scudo, ma con i denti e le unghie."
Solo lo Spartano diceva il vero ; ma senza dubbio  ciascuno parlava  secondo l'educazione ricevuta.
Infatti sarebbe stato  impossibile che il Persiano rimpiangesse la libertà che non aveva mai avuto  e che gli Spartani  sopportassero  la servitù dopo aver assaporato le dolcezze della libertà.

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