Son quasi quattro secoli di schiavitù; e durante quest'epoca quanti inutili tentativi, quanto sangue inutilmente sparso!!! I popoli a noi vicini , dopo grandissimi sforzi non sono riusciti a migliorare la loro condizione. E' dunque inutile l'insorgere ?
No.
E' questo un fatale cammino che il popolo è costretto a percorrere, onde dalle sanguinose esperienze venga condotto alla scoperta degli errori. Raccogliamo dunque i frutti del passato lavoro; gioviamoci di quei fatti , e sia questa rivoluzione principio d'era novella , e non già nuova esperienza utile a posteri, a noi dannosa.
Che cosa ha fruttato la moderazione ? Patibolo, carceri, esilio. I nostri nemici sono inesorabili , ingordi; ad ottenere due gradi di libertà ( se la libertà si ottenesse per gradi) , e ad ottenerla intera ci è forza sostenere la lotta medesima . Perché dunque arrestarci ai primi passi ? La moderazione ci ha fruttato forse la protezione di qualche altra potenza ?
Mai no : tutti i governi stranieri apertamente , o con l'inganno , si sono coalizzati alla nostra rovina. Confidiamo adunque nelle sole forze, e miriamo alla completa distruzione del nemico senza arrestarci alla minaccia; essa altro non è che un'arma nelle mani del minacciato.
Guai se la plebe , contenta di vane promesse , farà dipendere dall'altrui volere le proprie sorti ! Essa vedrà molti di coloro che si dicono liberali , umili negli atti, larghi in promesse, con dolci parole adularla , come costumano adulare i tiranni, e carpirne il voto.Divenuti onnipotenti ed inviolabili, pensano al loro meglio e ribadiscono le catene di lei ; ed alla richiesta di pane e lavoro, rispondono come l'assemblea francese rispose nel '48 , col cannone.
Finché la società verrà composta da molti che lavorano e da pochi che dissipano , e nelle mani di questi pochi sarà il governo, il popolo deriso col nome di libero e sovrano , i molti non saranno che vilissimi schiavi.
Tutte le leggi , tutte le riforme, eziando quelle in apparenza popolari, favoriscono solamente la classe ricca e colta imperocché le istituzioni sociali, per loro natura , volgono tutte in suo vantaggio. Voi plebe , allorché crederete avvicinarvi alla meta , ne andrete invece più lontano . Voi lavorate , gli oziosi gioiscono ; voi producete , gli oziosi dissipano ; voi combattete, ed essi godono la libertà.
Il suffragio universale è un inganno.
Come il vostro voto può esser libero , se la vostra esistenza dipende dal salario del padrone, dalle concessioni del proprietario?
Voi indubitamente voterete, costretti dal bisogno, come quelli vorranno.
Come il vostro voto può essere giusto , se la miseria vi condanna a perpetua ignoranza , e vi toglie ogni abilità per giudicare degli uomini e dei loro concetti?
Come può dirsi libero un uomo la cui esistenza dal capriccio d'un altro uomo dipende ?
"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906
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