martedì 14 agosto 2012

Carlo Pisacane ( 1818-1857)

Son quasi  quattro secoli di schiavitù; e durante quest'epoca quanti inutili tentativi, quanto sangue inutilmente sparso!!! I popoli a noi vicini , dopo grandissimi sforzi non sono riusciti a migliorare la loro condizione. E' dunque inutile l'insorgere ?
No.
E' questo un fatale cammino  che il popolo è costretto a percorrere, onde  dalle sanguinose esperienze  venga condotto alla scoperta degli errori. Raccogliamo dunque  i frutti del passato  lavoro; gioviamoci di quei fatti , e sia questa rivoluzione  principio d'era novella , e non già nuova esperienza utile a posteri, a noi dannosa.
Che cosa ha fruttato la moderazione ? Patibolo, carceri, esilio. I nostri nemici sono inesorabili , ingordi; ad ottenere due gradi di libertà ( se la libertà si ottenesse per gradi) , e ad ottenerla intera ci è forza sostenere  la lotta medesima . Perché dunque  arrestarci ai primi passi ? La moderazione ci ha fruttato forse la protezione di qualche altra potenza ?
 Mai no : tutti i governi stranieri apertamente , o con l'inganno , si sono coalizzati  alla nostra rovina. Confidiamo adunque nelle sole forze, e miriamo alla completa distruzione del nemico senza arrestarci alla minaccia; essa altro non è che un'arma  nelle mani del minacciato.
Guai se la plebe , contenta  di vane promesse , farà dipendere dall'altrui volere  le proprie sorti ! Essa vedrà molti di coloro  che si dicono liberali , umili negli atti, larghi in promesse, con dolci parole adularla , come costumano adulare i tiranni, e carpirne il voto.Divenuti onnipotenti ed inviolabili, pensano al loro meglio e ribadiscono le catene di lei ; ed alla richiesta di pane e lavoro, rispondono  come l'assemblea francese  rispose nel '48 , col cannone.
Finché la società verrà composta da molti che lavorano  e da pochi che dissipano , e nelle mani di questi pochi  sarà il governo, il popolo deriso col nome di libero e sovrano , i molti non saranno che vilissimi schiavi.
Tutte le leggi , tutte le riforme, eziando quelle in apparenza popolari, favoriscono solamente la classe ricca e colta  imperocché le istituzioni sociali, per loro natura , volgono tutte in suo vantaggio. Voi plebe , allorché crederete  avvicinarvi alla meta , ne andrete invece più lontano . Voi lavorate , gli oziosi gioiscono ; voi producete , gli oziosi dissipano ; voi combattete, ed essi godono la libertà.
Il suffragio universale è un inganno.
Come il vostro voto può esser libero , se la vostra esistenza  dipende  dal salario del padrone, dalle concessioni del proprietario?
Voi indubitamente voterete, costretti dal bisogno, come quelli vorranno.
Come il vostro voto può essere giusto , se la miseria  vi condanna  a perpetua ignoranza , e vi toglie ogni abilità  per giudicare degli uomini  e dei loro concetti?
Come può dirsi libero  un uomo la cui esistenza  dal capriccio d'un altro uomo dipende ?

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