Finito di
svuotare il caveau, Dillinger guardò da una finestra posteriore e si
accorse che il salto era troppo alto per raggiungere il parcheggio
da lì.
"Dovremo
aprirci la strada davanti, sparando!" gridò ai compagni.
Poi raggruppò le impiegate e il direttore. Quando questi esitò, Pierpont gli
rifilò un ceffone che gli scaraventò a terra gli occhiali. "Se non
avessi quell'arma in mano, non avresti tanto coraggio", mormorò il
direttore.
In quel
momento, un altro poliziotto entrò nella banca. "Vieni pure, unisciti a
noi", disse Dillinger.
I rapinatori
scelsero uno o due ostaggi ciascuno e uscirono dall'ingresso principale.
Tuttavia all'esterno si erano raggruppate così tante persone che
dovettero letteralmente farsi largo tra la folla. Molti, vedendo i poliziotti,
pensarono che avessero arrestato la banda. "Indietro,
indietro!" urlarono.
Diversi
ostaggi riuscirono a dileguarsi tra la ressa, mentre almeno un curioso si
ritrovò preso in ostaggio. Era il caos. Quando la gang raggiunse l'auto nel
parcheggio, Pierpont adocchiò due agenti in cima a un vicolo. "Acchiapali
! " urlò a Makley, che sparò una raffica nella loro
direzione. Dillinger si mise al volante e sistemò qualche ostaggio sui
predellini laterali. Poi l'auto partì e nel giro di qualche minuto
la banda fu in aperta campagna. Si fermarono per cambiare le targhe
e poi per fare rifornimento. Quando una delle cassiere prese in ostaggio
si lamentò di avere freddo, Pierpont le prestò il cappotto. Diede al direttore
il suo cappello. La tensione scemò. Dillinger, anzi, si fece allegro. "
Ciao, Joe ! " gridò a un vecchio sul trattore. Percorrendo solo gli
sterrati, alla fine arrivarono ad una radura, dove i rapinatori legarono gli
ostaggi a un albero. Pierpont si riprese il cappello dalla testa del
direttore, quindi svanì con i complici.
Prima del
calar del sole, mentre le squadre organizzate dalla polizia battevano il
Wisconsin meridionale nel vano tentativo di rintracciare i malviventi, giornalisti
e investigatori discesero su Racine. Arrivò anche un uomo di Leach e la
responsabilità di Dillinger fu rapidamente confermata. Quando i giornalisti gli
domandarono come fosse il criminale, il direttore della banca rispose che
la banda in generale era stata "cordiale". Disse che a un certo
punto durante la fuga uno di loro aveva imprecato e Dillinger gli
aveva detto di smetterla, perchè c'era una signorina in macchina.
Questo genere
di piccole cortesie sarebbe diventato il simbolo di John Dillinger.
Come quasi tutti i suoi pari, era un avido lettore degli articoli
che lo riguardavano e si può presumere che la sua attenzione
per questi dettagli avesse poco a che fare con le sue buone maniere e
molto con la consapevolezza della propria immagine pubblica. Dillinger sapeva
che i lettori tendevano a celebrare i rapinatori audaci e anelava
l'adulazione del pubblico. La ottenne. Proprio come Pretty Boy Floyd
aveva suscitato sentimenti populisti nell'Oklahoma rurale, Dillinger fu
accolto da molti cittadini come un castigo nei confronti dei
grandi interessi monetari che avevano gettato il Paese nella
Depressione. Le lettere di sostegno cominciarono ad arrivare
ai giornali dell'Indiana .
"Perchè
la polizia dovrebbe ricercare John Dillinger per le rapine in banca? "
scrisse un lettore .
"Non è
peggio dei banchieri e dei politici che hanno preso i soldi
della povera gente. Dillinger non ha derubato i poveri. Ha derubato
quelli che sono diventati ricchi rubando ai poveri. Io tifo per lui
".
Ed era solo
l'inizio...
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