martedì 24 gennaio 2017

Le parole hanno sempre un peso

Sai, quando si è piccoli c'è quel periodo bellissimo in cui non si fa un cazzo, fanno tutto gli altri al tuo posto. Tu devi solo piangere cagare pisciare e fare la banalissima risatina, ed altri penseranno a pulirti il culo, darti da mangiare, provvedere ad ogni tuo bisogno. È davvero una specie di paradiso, tant'è che ce lo si ricorda per sempre. Crescendo, iniziano ad esserci quelle problematiche orribili chiamate responsabilità, ma comunque c'è ancora qualcuno che in modo più leggero ci fa da mangiare e provvede ai nostri bisogni. Certo, il culo ce lo dobbiamo pulire noi, ma per il resto non ci facciamo grossi pensieri di spese o altro. Però ci rompe di dover qualcosa a queste persone,di ritenerle indispensabili e quindi ci inventiamo cazzate come “non vedo l'ora di essere indipendente!” “vedrai non appena me ne andrò via da qui!” E via dicendo. Che sono, terra terra, cazzate. Perché alla fine quando stiamo veramente sotto ad un treno che succede? Che tutta la nostra voglia di indipendenza, tutto il nostro vantarci di farcela da soli, viene gettato nel cesso. E vogliamo solo tornare bambini a cui altri puliscono il culo e risolvono i problemi, fermi e buoni a farsi trasportare e coccolare. Però bambini non lo si è più, si è più o meno adulti, ed ecco il risultato. Che quando ci fermiamo sperando che altri ci raccolgano mentre facciamo così, la vita va avanti, e ci lascia indietro. E fa anche un po’ schifo.

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