"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906
giovedì 26 novembre 2015
Lettera a Fabrizio De Andrè
Lettera per un sognatore
di vascelli, di corsari e di macaia
che ha cantato la diversità dolce
e i ladri e le puttane di porto
lettera a chi ha dato dignità
ai diversi, agli esuli, ai pazzi
alle regine degli stracci
agli angeli estremi di ogni terra
lettera per la felicità “canaglia”
morta di Maggio o forse mai
di come siamo stati belli
e nessuno dopo è stato bello così
lettera per gli amanti
lasciata sulla strada di bocche di rosa
che fa piangere, ridere e ritorna
con le alghe in riva al mare, in riva a te
lettera a chi ha regalato la voce
a chi non l’ha mai avuta
a una libertà disobbediente
che coincide con la parola amore
lettera sulla solitudine dei libri buoni
sulla malinconia del bianco & nero
sull’infelicità di chi si “chiama fuori”
sull’intelligenza solitaria dei poeti
lettera che vola in ogni-dove
e riordina le carte delle stelle
e i pianti leggeri di infanzie amorose
rubati ai giardinieri di anime in fiore
lettera per te, cantore di bellezza
che hai gridato con l’utopia nel cuore
che gli uomini sono tutti uguali
perché ciascuno nasce con gli stessi diritti...
(lettera per te, cantore di libertà
che hai gridato con l'anarchia nel cuore
che gli uomini sono tutti uguali
perché ciascuno è re e nessuno è servo
lettera per te, cantore di angeli ribelli
lègati a una stella, la più lontana
e vai alla deriva dei tuoi sogni
verrà l'amore e avrà i tuoi occhi...)
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