giovedì 26 novembre 2015

Lettera a Fabrizio De Andrè

Lettera per un sognatore di vascelli, di corsari e di macaia che ha cantato la diversità dolce e i ladri e le puttane di porto lettera a chi ha dato dignità ai diversi, agli esuli, ai pazzi alle regine degli stracci agli angeli estremi di ogni terra lettera per la felicità “canaglia” morta di Maggio o forse mai di come siamo stati belli e nessuno dopo è stato bello così lettera per gli amanti lasciata sulla strada di bocche di rosa che fa piangere, ridere e ritorna con le alghe in riva al mare, in riva a te lettera a chi ha regalato la voce a chi non l’ha mai avuta a una libertà disobbediente che coincide con la parola amore lettera sulla solitudine dei libri buoni sulla malinconia del bianco & nero sull’infelicità di chi si “chiama fuori” sull’intelligenza solitaria dei poeti lettera che vola in ogni-dove e riordina le carte delle stelle e i pianti leggeri di infanzie amorose rubati ai giardinieri di anime in fiore lettera per te, cantore di bellezza che hai gridato con l’utopia nel cuore che gli uomini sono tutti uguali perché ciascuno nasce con gli stessi diritti... (lettera per te, cantore di libertà che hai gridato con l'anarchia nel cuore che gli uomini sono tutti uguali perché ciascuno è re e nessuno è servo lettera per te, cantore di angeli ribelli lègati a una stella, la più lontana e vai alla deriva dei tuoi sogni verrà l'amore e avrà i tuoi occhi...)

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