mercoledì 24 settembre 2014

Così parlò Zarathustra

Zarathustra prese a discendere dalla montagna, senza incontrare alcuno. Ma giunto alle foreste, ecco si trovò dinanzi un vegliardo, che, in cerca di radici per la foresta, aveva lasciato la sua pia capanna. E così parlò a Zarathustra il vegliardo: "Questo viandante non mi è sconosciuto: alcuni anni fa è passato di qui. Zarathustra era il suo nome; ma egli si è trasformato. Portavi allora la tua cenere sul monte: oggi vuoi portare nelle valli il tuo fuoco? Non temi i castighi contro gli incendiari? Si, riconosco Zarathustra. Puro è il suo occhio, né disgusto si cela sulle sue labbra. Non incede egli a passo di danza? Trasformato è Zarathustra, un bambino è diventato Zarathustra, Zarathustra è un risvegliato: che cerchi mai presso coloro che dormono? Hai vissuto nella solitudine come in un mare, e il mare ti ha portato. Guai! vuoi scendere a terra? Guai! vuoi tornare a trascinare da solo il tuo corpo?". Zarathustra rispose: "Io amo gli uomini". "E perché mai, disse il sant'uomo, io sono andato nella foresta e nel deserto? Non fu forse perché amavo troppo gli uomini? Adesso io amo Iddio: gli uomini, io non li amo. L'uomo è per me una cosa troppo imperfetta. L'amore per gli uomini mi ammazzerebbe". Zarathustra rispose: "Non di amore dovevo parlare! Io reco agli uomini un dono". "Non dar loro nulla, disse il santo. Levagli piuttosto qualcosa e portalo insieme a loro - questo sarà per essi il massimo beneficio: purché lo sia anche per te! E se proprio vuoi dargli qualcosa, non dare di più di un'elemosina, e falli mendicare per questo!". "No", rispose Zarathustra, "io non faccio elemosine. Non sono abbastanza povero per farlo". Il santo rise di Zarathustra e disse: "Bada che essi vogliano accettare i tuoi tesori! Sono diffidenti verso gli eremiti e non credono che noi veniamo a portare doni. I nostri passi risuonano troppo solitari per i loro vicoli. E quando di notte, a letto, sentono un uomo camminare assai prima che il sole sorga, si chiedono: dove andrà quel ladro? Non andare dagli uomini, resta nella foresta! Va' piuttosto dagli animali! Perché non vuoi, come me, essere - un orso tra gli orsi, un uccello tra gli uccelli?". "E che fa il santo nella foresta?" chiese Zarathustra. Il santo rispose: "Io faccio canzoni e le canto, e nel far canzoni, rido, piango e mugolo: così lodo Iddio. Cantando, piangendo, ridendo, mugolando, io lodo il dio che è il mio dio. Ma tu che ci porti in dono?" Udite queste parole, Zarathustra salutò il santo e disse: "Che mai posso avere da darvi! Lasciatemi andare, presto - che non vi porti via nulla!". - E così si separarono, il vegliardo e l'uomo, ridendo come ridono due fanciulli. Ma quando fu solo, così parlò Zarathustra al suo cuore: "È mai possibile! Questo santo vegliardo non ha ancora sentito dire nella sua foresta, che Dio è morto!".

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