"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906
martedì 25 febbraio 2014
AFFATICAMENTO DA SOGNI
Se potessimo conservare l'energia che prodighiamo nel susseguirsi dei
sogni fatti nottetempo, la profondità e la sottigliezza dello spirito
raggiungerebbero proporzioni insospettabili. L'impalcatura di un
incubo esige un dispendio nervoso più estenuante della costruzione
teorica molto articolata. Com'è possibile, al risveglio, rimettersi ad
allineare idee quando, nell'incoscienza, eravamo coinvolti in spettacoli
grotteschi e meravigliosi, e viaggiavamo attraverso le sfere senza
l'intralcio dell'impoetica Causalità?
Per ore siamo stati simili a dèi ebbri - e d'un tratto, una volta che gli
occhi aperti hanno soppresso l'infinito notturno, dobbiamo tornare a
rimuginare, nella mediocrità del giorno, i soliti problemi incolori, senza
che nessuno dei fantasmi della notte ci aiuti. L'incantesimo glorioso e
nefasto è dunque stato vano; il sonno ci ha esauriti inutilmente. Al
risveglio, un altro tipo di prostrazione ci attende; abbiamo avuto
appena il tempo di dimenticare quella della sera, ed eccoci alle prese
con quella dell'alba. Abbiamo penato ore e ore nell'immobilità
orizzontale senza che il cervello approfittasse minimamente della sua
assurda attività. Un imbecille che non fosse vittima di questo sperpero,
che accumulasse tutte le sue risorse senza dissiparle nei sogni,
potrebbe, disponendo di una veglia ideale, scoprire tutte le pieghe più
riposte delle menzogne metafisiche o familiarizzarsi con le più
inestricabili difficoltà matematiche. Dopo ogni notte siamo più vuoti: i
nostri misteri, come i nostri affanni, sono defluiti nei sogni. Sicché il
travaglio del sonno non diminuisce soltanto la forza del nostro pensiero
ma anche quella dei nostri segreti...
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