Sono il leon morente, superbo e solitario,
che la caccia insegue sin sulla sua rocca;
sono il giglio spezzato, tutto di polvere coperto
dalla tempesta e dal vento, e che con piede volgare
calpestano l'errante capra ed il pastore ignorante.
Son l'aquila ardita, che vede crollare il nido suo
nell'orrida tormenta, e che da luogo più alto
dei lampi ascolta il tuono,
troppo in alto esiliata per rigettare a terra
quegli indignati pianti che il fuoco dissecca.
Grazie, poichè m'avete dato l'orrore della terra;
ho trovato per fuggirvi la via dell'azzurro.
Poco m'importano gli strepiti vostri, la vostra folle collera.
Vedo, ben oltre voi, un'intera falange
di fieri riformatori, dalla fronte superba e pura.
Il loro sogno è anche il mio; è grande e sublime.
Ovunque lo inseguo! I loro cuor son generosi
e freddi i vostri; me ne vado in vetta
intorno a voi tutto è sempre crimine e notte.
Me ne vado a combattere e morire con loro.
"In ultima analisi, non è dunque un pugno di governanti quello che ci schiaccia, ma è l’incoscienza, la stupidità dei montoni di Panurgo che costituiscono il bestiame elettorale. Noi lavoreremo senza tregua in vista della conquista della “felicità immediata”, restando partigiani del solo metodo scientifico e proclamando con i nostri compagni astensionisti: L’ELETTORE, ECCO IL NEMICO! E adesso alle urne, bestiame!” Manifesto dei redattori del giornale francese “L’Anarchie”, 1906
lunedì 3 giugno 2013
A dei nemici
Sono il leon morente, superbo e solitario,
che la caccia insegue sin sulla sua rocca;
sono il giglio spezzato, tutto di polvere coperto
dalla tempesta e dal vento, e che con piede volgare
calpestano l'errante capra ed il pastore ignorante.
Son l'aquila ardita, che vede crollare il nido suo
nell'orrida tormenta, e che da luogo più alto
dei lampi ascolta il tuono,
troppo in alto esiliata per rigettare a terra
quegli indignati pianti che il fuoco dissecca.
Grazie, poichè m'avete dato l'orrore della terra;
ho trovato per fuggirvi la via dell'azzurro.
Poco m'importano gli strepiti vostri, la vostra folle collera.
Vedo, ben oltre voi, un'intera falange
di fieri riformatori, dalla fronte superba e pura.
Il loro sogno è anche il mio; è grande e sublime.
Ovunque lo inseguo! I loro cuor son generosi
e freddi i vostri; me ne vado in vetta
intorno a voi tutto è sempre crimine e notte.
Me ne vado a combattere e morire con loro.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento