martedì 9 aprile 2013

da " La teoria dell'ordine spontaneo"

Quando i carri armati sovietici intervennero per imporre il loro ordine, la rivoluzione spontanea si trasformò in spontanea resistenza. Di quella Praga Kamil Winter disse:" Devo confessarvi che nulla era stato organizzato. Tutto avvenne nel modo più spontaneo." Del secondo giorno di occupazione, a Bratislava, Ladislav Mňačko scrisse:" Nessuno aveva dato ordini. Nessuno dava ordini, assolutamente. La gente capiva come d'istinto che cosa andava fatto. Ciascuno era per se stesso la propria struttura di governo, capace di formulare ordini e norme di comportamento, in un momento in cui il governo ufficiale era lontanissimo, probabilmente a Mosca. Ogni aspetto della vita, che le forze di occupazione tentavano di paralizzare, continuava invece a funzionare, e funzionava addirittura meglio che in periodi di normalità; prima di sera la popolazione era riuscita perfino a far fronte al problema della distribuzione del pane". In novembre, quando gli studenti organizzarono sit-in nelle università, "la simpatia della popolazione nei loro confronti si manifestò con decine di camion, spediti dalle fabbriche con riserve di cibo gratuito", e " i ferrovieri di Praga minacciarono di scioperare se le autorità avessero preso misure di ritorsione nei confronti degli studenti. Lavoratori di vari enti statali fecero in modo che gli studenti fossero provvisti di cibo; gli autobus dei trasporti urbani vennero messi a disposizione dei manifestanti...i lavoratori delle poste decisero che le comunicazioni telefoniche tra le varie università fossero gratuite". La stessa luna di miele con l'anarchia si era verificata dodici anni prima in Polonia e in Ungheria. L'economista Peter Wiles, che si trovava a Poznan all'epoca dei tumulti per il pane e che si recò in Ungheria quando venne aperta la frontiera con l'Austria , parlò di quella che definiva " una straordinaria purezza morale", spiegando: In Polonia le possibilità che quest'attitudine si manifestasse erano molto più ridotte che in Ungheria , dove per alcune settimane si visse senza che fosse presente alcuna autorità. In un'esplosione di auto-disciplina anarchica la gente, compresi i criminali, si guardò bene dal rubare alcunchè, dal picchiare gli ebrei e dall'ubriacarsi. Addirittura, gli unici casi di linciaggio riguardarono la polizia segreta(AVH), mentre gli altri esponenti del Partito comunista restarono incolumi...Una simile conquista morale non trova riscontro in nessun'altra situazione rivoluzionaria... In entrambe le situazioni furono gli intellettuali a dare il via al movimento , seguiti dagli operai dell'industria.. I contadini sin dal 1945, non avevano ami cessato di resistere, ma per le loro caratteristiche lo avevano fatto in modo disperso e passivo. I contadini, come la storia insegna, frenano le cose, non le avviano. Loro unica iniziativa fu il rapido e stupefacente rifornimento di cibo a Budapest , dopo che il primo attacco sovietico era stato respinto. Un testimone ungherese di quegli eventi dichiarò: Numerosi sono gli esempi di buon senso cui assistetti per le strade in quei primi giorni della rivoluzione. C'erano code per il pane che duravano ore senza che si verificassero litigi di sorta. Un giorno stavo facendo la coda e arrivò un camion con due ragazzi armati di mitra che chiesero se avevamo del denaro perchè potessero comprare del pane per i combattenti. Tra la gente accodata si riuscì a raccogliere denaro sufficiente per riempire di pane almeno metà del loro camion. E' solo un esempio. Dopo un pò un uomo ci chiese di tenergli il posto nella coda perchè aveva dato tutto quello che aveva e doveva tornare a casa a prendere altri soldi; la gente gli diede tutti i soldi di cui aveva bisogno. Un altro esempio: naturalmente , durante il primo giorno di scontri, tutte le vetrine dei negozi erano state distrutte, ma nessuno ne approfittò per rubare. Si vedevano vetrine di pasticcerie rotte , ma neppure i bambini si permettevano di prendere dei dolci.Lo stesso nei negozi di fotografi, ottici e gioiellieri. Nulla venne toccato per due o tre giorni. Il terzo e quarto giorno le vetrine vennero svuotate , ma cartelli annunciavano che " la merce era stata rimossa dai commessi", oppure che " si trovava in questo o quell'appartamento". In quei giorni era abitudine disporre grandi scatoloni agli angoli delle strade o agli incroci più importanti con una semplice scritta come " per i feriti, per le famiglie dei deceduti": messi al mattino, a mezzogiorno erano già pieni di denaro.

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