
Una
vita qualitativamente diversa comporta l'abolizione dello scambio, sotto
qualsiasi forma, a favore del dono e dello spirito del gioco.
Al posto della coercizione
al lavoro l'obiettivo centrale e immediato è un'esistenza priva di imposizioni:
il piacere senza impedimenti, l'attività creativa secondo le passioni
dell'individuo e in un contesto pienamente egualitari...
Siamo
chiaramente tenuti in ostaggio dal capitale e dalla sua tecnologia, costretti a
sentirci dipendenti, persino impotenti, schiacciati sotto il peso
dell'opprimente inerzia di secoli di categorie,
modelli
e valori alienali.
Di
che cosa si potrebbe fare immediatamente a meno?
Confini,
governi, gerarchia... Che altro?
Quanto
tempo occorre per eliminare le forme più radicate di autorità e separazione,
come la divisione del lavoro? Sono convinto, e spero non con l'atteggiamento di
chi vuole applicare alla realtà un principio astratto, che non si possa
concepire la libertà totale e l'interezza di vita senza la dissoluzione del
potere intrinseco degli specialisti di ogni genere.
Molti affermano che
milioni di individui morirebbero se l'attuale sudditanza tecno-globale al
lavoro fosse eliminata insieme alla merce.
Questa
affermazione però non tiene conto di molte potenzialità.
Per
esempio, consideriamo il gran numero di persone che sarebbero libere
da occupazioni manipolatorie, parassitarie e distruttive a favore della
creatività, della salute e della libertà.
Ora
come ora, in realtà pochissimi contribuiscono in qualche modo a soddisfare
bisogni autentici.
Trasportare
cibo per migliaia di chilometri, occupazione per nulla atipica oggigiorno, è un
esempio di attività insensata, così come lo è la produzione di incalcolabili tonnellate
di veleni di erbicidi e pesticidi.
Quest'immagine
dell'umanità che morirebbe di fame se si dovesse tentare una trasformazione si
può ridimensionare prendendo in considerazione alcuni altri aspetti
dell'agricoltura, di carattere più positivo.
È
perfettamente possibile, in termini generali, coltivare il cibo di cui abbiamo
bisogno.
Vi
sono metodi semplici, che non comportano alcuna divisione del lavoro, e
consentono di ottenere grandi rese in piccoli spazi.
Nessun commento:
Posta un commento