giovedì 11 ottobre 2012

"In piedi sui confini: solo un passo ancora, avanti! Verso l’immortalità"


«Tutto quello che dovevo, l’ho detto da bambina, nelle mie poesie. Non c’era bisogno che divenissi donna»
Nika Turbina

Sono pesi queste mie poesie,
pietre spinte lungo una salita.
Le porterò stremata
allo strapiombo.
Poi cadrò, viso nell’erba,
non avrò lacrime abbastanza.
Smembrerò la strofa
scoppierà in singhiozzi il verso
e si pianterà nel palmo
con dolore anche l’ortica.
L’amarezza di quel giorno
tutta trasmuterà in parola.


Evgenij Evtušenko scrisse di lei: “Ero scettico quando la incontrai a casa di Pasternak. Le chiesi di recitarmi dei versi. Tutti i dubbi che si trattasse di una mistificazione letteraria caddero all’istante: solo i poeti possono recitare in quel modo”.

Nessun commento: