«Signori! Il tempo della vita è breve ...
E se noi viviamo, viviamo per calpestare i re.»
Lo spettacolo è il momento in cui la merce è pervenuta all’occupazione totale della vita sociale. Non solo è visibile il rapporto con la merce, ma non si vede più che quello: il mondo che si vede è il suo mondo. La produzione economica moderna estende la sua dittatura estensivamente e intensivamente. Nelle zone meno industrializzate, il suo regno è già presente con alcune merci-vedette e in quanto dominazione imperialista da parte delle zone che si trovano in testa nello sviluppo della produttività. In queste zone avanzate, lo spazio sociale è invaso da una continua sovrapposizione di strati geologici di merci. A questo punto della “seconda rivoluzione industriale”, il consumo alienato diventa per le masse un dovere supplementare alla produzione alienata. È tutto il lavoro venduto della società che diviene globalmente la merce totale il cui ciclo deve continuare. Per far ciò, bisogna che questa merce totale ritorni frammentariamente all’individuo frammentario, assolutamente separato dalle forze produttive operanti come un insieme. Qui dunque la scienza specializzata del dominio deve specializzarsi a sua volta: essa si spezzetta in sociologia, psicotecnica, cibernetica, semiologia ecc., vigilando sull’autoregolazione di tutti i livelli del processo.

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